BUCO

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Nos. 1- 4 (probably all published). Putignano (Bari), 1974 - 1976; printed in offset, Nos.1 and 3 with colour added, rest b/w; in illustrated wrappers.

EUR 1,200.00

Close to the Situationists, edited by Jimi, Pasquale and Max Cap. Number 4 gives a survey of the publication, from which can be concluded that no more was published and that a zero-number (to which reference is made in Number 1) did in fact not appear. - No. 1 (marzo 1974): 22x16 cm., 40 pp. in black and red: «San Paolo: Festival della vita», «Difendersi dai fascisti non è reato. Compagno Marini sarai liberato», «Coordinamento Centro-Sud», «Contro il fermo di droga», «Paperorock», «Considerazioni sulle riforme e i sindacati», «L'impero Chiesa e i suoi derivati», «Strutture alternative. La comune», «Controinformazione droga», «Gangsters o rivoluzionari?»; - No. 2 (ottobre 1974): 21,8x15,8 cm., 16 pp., printed b/w.: «La fine dello spettacolo è la festa della fine», «Il problema non è che il PCI sia o meno comunista, ma che è capitalista», «Notizie dalla caserma di Sassari», «Carabinieri, droga e avv. Polignano»; - No. 3 (maggio 1975), 44pp. Colour printing. : «La non opposizione», «La riappropriazione della soggettività», «L'opulenza mercantile», «State calmi», «I pendolari non pendolano più», «Lo spettacolo della politica», «Critica della musica»; - No. 4 (aprile 1976): 24,3x15,7 cm., 48 pp. printed b/w. «Cenni per la preistoria del Buco», «Per una critica dei nuclei radicali in Italia», «Della lotta armata o Come lo spettacolo assorbe le ambizioni frustrate seguito da Possibilità di affermare il ludico», «Appunti per una critica radicale dell’ambiente medico», «Il comunismo e il partito della sopravivenza pianificata». On the last page protest against the condemnation of Marcello Baraghini for an obscene drawing: «Noi protestiamo contro l’ipocrita condanna del compagno Marcello Baraghini. Essa costituisce un attentato alla libertà, un atto terroristico di repressione. (...). Marcello Baraghini è stato condannato per un disegno osceno:…. «la solidarità non si discute, si dà»".